Venerdì

Il Venerdì porta con sé un’energia di offerta e dono. Dopo aver attraversato i giorni dell’introspezione, della purificazione e della trasformazione, questo giorno diventa il momento in cui ci si apre al mondo in spirito rinnovato, pronti a consegnarsi come nutrimento soprattutto alle creature “non simili” a noi, quelle che ci guardano dall’alto verso il basso, quelle che ci sfidano, che ci mettono alla prova, ma anche semplicemente quelle che vivono diversamente o non hanno affinità con noi.

Il nutrimento del Venerdì non è materiale, ma spirituale: è il verbo, la parola viva che scaturisce dal cuore purificato. Quando nutriamo con parole vere, ciò che doniamo non è semplice suono, ma noi stessi. Ogni parola autentica diventa un frammento del nostro essere che si consegna all’altro. Così, quando ci diamo da mangiare in spirito e verità all’altro, possiamo realmente dimorare in lui: le nostre radici entrano nel suo terreno, e allo stesso tempo riceviamo la sua linfa.

Questo è il mistero dei nutrimenti moltiplicativi: ciò che offriamo non si esaurisce, ma cresce, si moltiplica. Una parola che edifica, che consola, che perdona, che illumina, non resta confinata a chi la riceve, ma si propaga, come tante onde nell’oceano, generando nuova vita e sempre più lontano da noi.

Il Venerdì, dunque, è il giorno della relazione feconda, in cui ci si lascia trasformare in pane di luce e parola vivente, affinché ogni creatura — simile o diversa — possa ricevere nutrimento. È il giorno della vera comunione, in cui dare se stessi in pasto agli altri non impoverisce, ma moltiplica.

Meditazione e rito simbolico finale suggeriti per il Venerdì