Il Martedì, secondo giorno della settimana, porta con sé la forza del dialogo. È il giorno in cui la parola, sia interiore che esteriore, acquista potenza e verità. Come l’aria carica di umidità torna inevitabilmente al mare, così i pensieri che coltiviamo dentro di noi finiscono, prima o poi, per manifestarsi all’esterno. Non c’è vera separazione tra ciò che pensiamo e ciò che diciamo: l’una è radice, l’altro è frutto.
Per questo il Martedì diventa un invito a vigilare sul proprio pensiero. Ogni pensiero è un seme, e la parola è il terreno che lo accoglie. Se il pensiero è puro, la parola sarà limpida; se il pensiero è oscuro, la parola rischierà di ferire. Coltivare il bene dentro di sé porterà quindi a “benedire” tutti, con gentilezza e giustizia.
È anche il giorno del perdono: perdonare il male che ci attraversa e che a volte ci tenta, sciogliendo i nodi prima che diventino catene. Non cadere in tentazione significa non lasciarsi trascinare da pensieri che nutrono rancore o distruzione, ma scegliere con forza la via della parola che guarisce, che costruisce, che unisce.
Il Martedì, dunque, è come un respiro profondo: ciò che entra deve purificare, ciò che esce deve portare vita. È il giorno ideale per esercitarsi a far coincidere ciò che pensiamo con ciò che diciamo, affinché il nostro dialogo interiore diventi dialogo vero con il mondo, limpido e autentico.
Meditazione e rito simbolico finale suggeriti per il Martedì
