Il Lunedì, primo giorno della settimana, porta con sé l’energia dell’inizio. È come una soglia che si apre, un invito a rinnovare lo sguardo e ad aprire il cuore non soltanto al tempo che scorre, ma all’intero universo. Senza giudizio, il Lunedì diventa un’occasione per respirare la vita nella sua interezza: il cielo e la terra, la luce e l’ombra, il giorno e la notte del proprio cuore.
Ma questo cammino non è semplice. Avvicinarsi al centro del cuore significa percorrere una strada irta di ostacoli, piena di ferite che somigliano a buche pronte a farci inciampare. Ogni ferita è memoria, dolore, paura che riaffiora; ed è proprio lì che si cela la possibilità di trasformazione. Senza un maestro di via che guidi i passi, diventa indispensabile imparare ad ascoltarsi profondamente, riconoscere la propria cecità interiore e prendersene cura.
Il Lunedì, dunque, può essere visto come un laboratorio interiore: un giorno in cui non fuggire dalle proprie vulnerabilità, ma affrontarle con delicatezza, con il coraggio di chi non pretende di arrivare subito al centro, ma si concede di avanzare, passo dopo passo. Solo così la strada, pur pericolosa, si trasforma in un viaggio di guarigione e rivelazione, in cui ogni ferita diventa porta, e ogni caduta occasione di risveglio.
