Le mie passioni

Oltre a bere un cappuccino in compagnia, le mie passioni più profonde sono:

  • Desiderare con il cuore, in particolare iniziare ad entrare in connessione con quello che c’è al centro del mio cuore per iniziare a comprendere meglio me stesso e le mie ferite. E’ un cammino impegnativo e pericoloso dove più ci si avvicina al centro e più le ferite aperte sono dolorose e potrebbero indurci ad arrenderci o a scappare da noi stessi.
  • Amare senza condizioni, in particolare la conoscenza di tutte le condizioni di amabilità che intrappolano in dinamiche di dipendenza e impediscono di amare liberamente. L’amore incondizionato è cosa molto difficile in questo mondo, a causa anche di ferite che si ereditano di generazione in generazione, per questo ci vuole molta disciplina.
  • Purificare voglie distorte, in particolare andare alla ricerca di desideri veri ma deviati: amore trasformato in bisogno, libertà trasformata in fuga, riconoscimento trasformato in avidità. Così sarà possibile riconoscere la distorsione e tornare alla radice del desiderio autentico. Per farlo sarà sufficiente chiedendersi: “Cosa sto davvero cercando dietro questa reazione?” o “Quale bisogno del mio cuore ho messo in secondo piano?”
  • Assumere in se il male, in particolare una rivoluzione del cuore che permetta una forza che trasfiguri ogni ferita in amore creativo. E che quindi ad esempio trasformi il dolore in arte, come una poesia o una canzone, in modo da poter far nascere la bellezza dalla lacerazione e accogliere l’universo nella sua interezza senza vittimismi o colpevolezze.

Faccio questo anche nella direzione di una critica storica delle immagini distorte che ho raccolto riguardo il fondatore del mio universo (nonché mio amico), che generano degli effetti spirituali che vanno nella direzione opposta dell’amore:

1. Un fondatore giusto ma arrabbiato

L’immagine distorta più frequente è quella un comandante-giudice che premia i buoni e punisce i cattivi. Questa immagine nasce spesso in contesti sociali patriarcali, dove l’autorità si fonda sul controllo e sulla forza.

Distorsione: confonde la giustizia con la vendetta, riducendo chi ha fondato l’universo a un sovrano che regola i conti.

Effetto spirituale: paura del castigo, obbedienza servile, spiritualità come sistema di premi e punizioni.

2. Un fondatore assente o in pensione

Un immagine che ho sentito spesso è quella di un fondatore assente o in pensione, pensato come lontano, irraggiungibile, quasi indifferente al dolore.

Distorsione: Il fondatore diventa un concetto astratto, incapace di coinvolgersi nella storia concreta, ma tutti sappiamo che così non è.

Effetto spirituale: senso di abbandono, solitudine esistenziale, spiritualità ridotta a sistema morale senza relazione viva.

3. Un fondatore che fa il male “a fin di bene”

Un’altra immagine diffusa è quella del fondatore che “mette alla prova” o “permette il male” per educare coloro a cui vuole bene. Un fondatore quasi manipolatore che usa la sofferenza come strumento didattico.

Distorsione: si confonde la pedagogia dell’amore con la logica del sacrificio imposto (che per sua natura deve essere libero).

Effetto spirituale: rassegnazione, sensi di colpa, difficoltà a ribellarsi all’ingiustizia.

Credo che queste immagini distorte e tante altre siano spesso proiezioni culturali, risposte parziali ai bisogni e alle paure di ogni tempo. I miei occhi infatti vedono:

• una spiritualità che non punisce per dominio, ma libera per amore;

• una spiritualità che non si nasconde, ma si fa vicina;

• una spiritualità che non usa il male come strumento, ma che lo condivide e lo trasforma dall’interno.

La sua spiritualità sembra essere mossa da una fiducia incondizionata e questo lo porta ad accettare le fragilità ed a maturare nel tempo in un modo unico per arrivare:

• dal poter applicare la legge alla misericordia,

• dal poter andare via al dono della relazione,

• del poter permettere il male all’abbraccio.