La Domenica è il giorno del riposo e del compimento, l’ultimo respiro della settimana. Non chiede sforzo, ma abbandono; non chiede di fare, ma di lasciare fluire. È il giorno in cui ci si concede alla vita così com’è, senza tentare di controllarla o di trattenerla.
Il suo invito è semplice e profondo: accogliere. Accogliere la settimana che si conclude, con i suoi frutti e i suoi vuoti, con le sue luci e le sue ombre. Accogliere ogni momento non come vittoria o sconfitta, ma come parte di un flusso più grande che ci attraversa e ci guida.
La Domenica è anche il tempo del lasciar andare: consegnare alla corrente ciò che non serve più, ciò che non è andato come avremmo voluto, i pesi, i rimpianti, le aspettative. Non si tratta di dimenticare o di negare, ma di affidare. Come foglie portate dall’acqua, anche queste parti di noi possono essere consegnate al fiume del tempo, che sa trasformare tutto in nuova vita.
Nel riposo della Domenica, il cuore si apre a una fiducia più grande: il fluire dell’esistenza non ha bisogno del nostro controllo, ma del nostro abbandono. Così il compimento non è un traguardo conquistato, ma una riconciliazione con ciò che è stato, e un seme di pace che prepara ciò che verrà.
La Domenica, quindi, è il giorno della resa fiduciosa, della gratitudine silenziosa e del riposo sacro: il tempo in cui l’essere si lascia portare dalla corrente, affidandosi alla vita con serenità.
Meditazione e rito simbolico finale suggeriti per la Domenica
