Esser felici

La felicità non arriva in punta di piedi: arriva come un’onda. Non importa se sei distratto, se sei piegato sotto il peso dei pensieri che ti dicono che non sei abbastanza, che forse sarebbe meglio restare a letto e lasciare che il mondo scorra senza di te. L’onda ti prende lo stesso. All’inizio non capisci, ti sorprende, ti lascia spaesato: ma ecco che ti accorgi di galleggiare, di essere sollevato da qualcosa di più grande di te.

È una corrente comune, invisibile, che lega i corpi e gli sguardi. Non ti chiede nulla, non ti misura, non ti interroga: ti avvolge, e basta. È come un respiro sincronizzato con quello di chi ti sta accanto, anche se non lo conosci, anche se fino a un attimo prima era un estraneo. Ti accorgi che la felicità non ha confini: non appartiene a una persona sola, non si riduce a una vittoria personale, non nasce dal successo. È un campo magnetico fatto di valori semplici, di verità condivise, di istanti che brillano senza motivo apparente.

E allora resti sveglio tutta la notte. Non per ansia, non per paura, ma per il desiderio di esserci. Gli occhi non vogliono chiudersi: ogni frammento di tempo ha il sapore dell’irripetibile. Ti ritrovi a sorridere senza rendertene conto, e quel sorriso è il segno che stai vivendo davvero.

Ma come spiegarla, questa felicità? Le parole si rompono, inciampano. È un nodo nello stomaco, ma un nodo buono, che vibra come il primo innamoramento. È tensione e leggerezza insieme. È quella sensazione di non riuscire a contenere tutto, di essere troppo piccolo e troppo grande nello stesso momento. È l’onda che continua a tornare, anche quando pensavi fosse passata.

La felicità è un ritorno, sempre. Torna quando meno te l’aspetti, torna nei volti sconosciuti che diventano familiari, torna nei silenzi che si fanno pieni, torna nella notte che sembra breve perché la vivi interamente. Non c’è modo di catturarla, di fermarla, di spiegarla: l’unico gesto che resta è lasciarsi portare, lasciarsi riempire.

E in quell’onda, in quel sorriso che non riesci a trattenere, capisci che la vita è questa: non un dovere da compiere, non un successo da raggiungere, ma un respiro che ti attraversa, un abbraccio che ti solleva, un istante che basta da solo a illuminare tutto il resto.

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